{"id":235,"date":"2006-04-10T08:00:22","date_gmt":"2006-04-10T07:00:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.zarrelli.org\/new_blog\/?p=235"},"modified":"2006-04-10T08:00:22","modified_gmt":"2006-04-10T07:00:22","slug":"bootcamp-da-os-x-a-windows-per-il-%e2%80%9csuperior-hardware%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.zarrelli.org\/blog\/bootcamp-da-os-x-a-windows-per-il-%e2%80%9csuperior-hardware%e2%80%9d\/","title":{"rendered":"Bootcamp: da OS X a Windows per il \u201csuperior hardware\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Dopo aver lasciato sbizzarrire gli hacker in complicate conversioni, per portare OS X su PC, Apple ha rilasciato ieri <a href=\"http:\/\/www.apple.com\/pr\/library\/2006\/apr\/05bootcamp.html\" target=\"_blank\">Bootcamp<\/a>, un \u201cinvertitore di flusso\u201d per il mercato hardware, pi\u00f9 che software. Cosa significa \u201cinvertitore di flusso\u201d? Ci torneremo in seguito. Per ora limitiamoci a capire a cosa serve Bootcamp: semplicemente, si tratta di un\u2019utility grafica che semplifica il lavoro di ripartizionamento del disco di un Mac Intel, automatizzando nel contempo la creazione di un cd di driver tramite il quale diventa possibile installare Windows XP sulle nuova macchine Apple, senza troppi problemi. Basta armarsi di un cd di installazione originale di Windows XP, un cd vergine sul quale masterizzare i driver, lanciare Bootcamp e alla fine riavviare il computer: l\u2019utente si ritrover\u00e0 con un sistema dual boot OS X\/Windows XP, praticamente il sogno di molti che ancora non vogliono acquistare un Mac per paura di abbandonare un sistema operativo ben conosciuto e familiare come quello di Microsoft. Da notare che Bootcamp \u00e8 disponibile per ora in forma di beta gratuita liberamente disponibile, ma sar\u00e0 integrato nella prossima release di OS X, denominata Leopard e questo lascia pensare a qualcosa pi\u00f9 di una semplice helper utility, buttata l\u00ec quasi casualmente.<\/p>\n<p>Ma tutto questo, giova veramente e solamente all\u2019utente?<br \/>\nProviamo a compiere due riflessioni senza rete.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante richiamare alla mente la strategia di posizionamento di Apple nella catena di valore che definisce la redditivit\u00e0 di un prodotto di largo consumo come iPod: dalla creazione, alla distribuzione, alla fornitura di contenuti digitali, tenuta alla briglia dal DRM applicato ai prodotti iTunes, quasi tutta la filiera \u00e8 saldamente nelle mani di Apple. Indubbiamente ci\u00f2 \u00e8 un bene per l\u2019utente finale: Apple ricava a ogni passaggio un piccolo guadagno e il prezzo di ogni singolo stadio si attesta su valori tutto sommato bassi. E\u2019 l\u2019azione sinergica dovuta al possesso dei vari anelli della catena del valore a consentire che ogni step sia poco oneroso, garantendo nel contempo un buon guadagno complessivo del prodotto iPod, visto come unione fra prodotto materiale e contenuti multimediali offerti dallo stesso player, la casa di Cupertino.<\/p>\n<p>A ben vedere, si tratta della stessa strategia perseguita nel tempo da Apple anche con i prodotti Mac: chiusura verso l\u2019esterno, hardware proprietario, sistema operativo proprietario. Ma questa non ha avuto la stessa fortuna incontrata da un prodotto tutto sommato a basso costo e dall\u2019acquisto compulsivo quale \u00e8 l\u2019iPod. E basta ritornare al 1997 per sentire Michael Dell suggerire la sua soluzione alla crisi profonda nella quale Apple versava in quegli anni: chiudere l\u2019azienda e restituire i soldi agli azionisti.<\/p>\n<p>Si era al culmine di una parabola discendente, di un meccanismo di produzione di valore negativo, fallito, rimasto confinato in una nicchia di utenti per lo pi\u00f9 \u201ccreativi\u201d, certo non di massa, tant\u2019\u00e8 che solo nel 2000 Jobs riesce a recuperare una situazione finanziaria critica e a ridare fiato all\u2019azienda con l\u2019introduzione dell\u2019iPod, ma siamo nel 2001.<\/p>\n<p>Di massa era sicuramente Windows, un sistema tutto sommato sul limine opposto a quello di Apple: un sistema operativo per nulla integrato con la soluzione hardware pilotata, aperto alle incursioni di produttori di ogni dove.<\/p>\n<p>Il risultato? Computer meno costosi, sistema operativo estremamente diffuso, apertura di Microsoft sul fronte delle applicazioni. Non c\u2019\u00e8 da nascondersi che il fatto di produrre un sistema operativo avvantaggi chi sia intenzionato a scrivere delle applicazioni per questo sistema e Office \u00e8 la maggior fonte di rendita per Microsoft: \u00e8 ovunque, utilizzato da chiunque, per qualunque scopo. Ovviamente generalizziamo, ma \u00e8 una generalizzazione che rende l\u2019idea.<\/p>\n<p>Se Office \u00e8 la principale fonte di guadagno di Microsoft, pi\u00f9 di Windows stesso, nelle sue varie forme, quale \u00e8 il peso della strategicit\u00e0 dello scrivere o possedere il sistema operativo sul quale questo risiede?<\/p>\n<p>Non sfugge certo il tentativo di Microsoft di spostate parte del business su Live, la piattaforma che centralizzer\u00e0 gli applicativi e i dati da essi prodotti sui server remoti gestiti da Microsoft stessa. Progetto inseguito da molto tempo, ma che solo l\u2019avvento del broadband diffuso ha consentito di rendere un\u2019idea praticabile, spostando la produttivit\u00e0 dal computer periferico, fondamentalmente incontrollabile, a una sorgente di erogazione di servizi remota, centralizzata, maggiormente controllabile.<\/p>\n<p>Il sistema operativo si sta lentamente \u201cvirtualizzando\u201d, diventando accessorio rispetto alle applicazioni, ai programmi, che siano dedicati alla produttivit\u00e0 d\u2019ufficio, alla gestione delle email, ai giochi ormai molto diffusi online.<\/p>\n<p>E veniamo all\u2019hardware. I Core Duo di Intel non sono una prerogativa esclusiva di Mac e gradatamente, senza troppo clamore, nelle fasce pi\u00f9 alte di prodotto, soprattutto per i notebook, stanno arrivando i nuovi processori Intel, associati ai chip di Trusted Computing.<\/p>\n<p>Ma cosa frena gli utenti dal prendere OS X funzionante su processore INTEL e portarlo sulle piattaforme PC dotate dello stesso tipo di CPU? Nulla, in effetti gi\u00e0 qualcosa \u00e8 stato fatto aggirando la protezione dei chip TC presenti, finora sfruttati al minimo delle loro potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Prendendo la palla al balzo, per\u00f2, Apple inverte i termini del gioco: perch\u00e9 portare OS X su PC, quando \u00e8 Windows che pu\u00f2 essere fatto scivolare senza problemi dentro un Mac Intel?<\/p>\n<p>Lo scambio dei fattori, a ben vedere, \u00e8 molto pi\u00f9 redditizio. Non \u00e8 il portare un sistema software \u201csconosciuto\u201d su una piattaforma hardware familiare ad ampliare la base di mercato, ma \u00e8 proprio il contrario, cio\u00e8 portare un sistema operativo familiare su una piattaforma hardware sconosciuta.<\/p>\n<p>A ben vedere, portare OS X su PC non ha n\u00e9 molto senso n\u00e8 grandi vantaggi: la piattaforma Mac ha sempre goduto di buone prestazioni e affidabilit\u00e0 proprio per la forte compenetrazione fra sistema operativo e hardware, entrambi in mano ad Apple e quindi ben conosciuti e ben sfruttati. Muovere qualche passo nel mondo dei PC costringe a inerpicarsi in quella babele di periferiche, schede e processori che hanno reso si molto diffuso Windows ma ne ha anche limitato le prestazioni e inficiato la stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>OS X, in fin dei conti, non ne avrebbe molto da guadagnare soprattutto se si tiene conto degli sforzi compiuti da Apple per accreditare i propri computer come oggetti di qualit\u00e0, facili da utilizzare e costruiti con materiali di buona fattura.<\/p>\n<p>Ha maggior senso l\u2019operazione inversa: portare gli utenti Windows dalle piattaforme hardware PC a Mac.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Sostanzialmente per eliminare un gap sostanziale che ostacola la diffusione di OS X, ovvero la diffidenza di quegli utenti che sono nati in Windows e cresciuti con le sue applicazioni. Chi si butterebbe a corpo libero in un sistema operativo sconosciuto, con il timore di non ritrovarvi le applicazioni di sempre?<\/p>\n<p>Lungi dal pensare all\u2019utente avanzato, Apple ha a che fare con il cliente che utilizza il computer prima ancora di comprenderlo, che lo accende e vi ritrova quelle applicazioni che \u00e8 solito utilizzare. Questi possono essere portati a OS X essenzialmente con due operazioni sinergiche:<\/p>\n<ol>\n<li>\nCon la riaffermazione dell\u2019immagine di prodotto. Mac \u00e8 semplice, Mac \u00e8 user friendly, Mac funziona e non ha schermate blu, rosse o verdi. Mac \u00e8, dopo il successo di iPod, ancora pi\u00f9 trendy, definisce uno stile di vita, un\u2019immagine di s\u00e9, veicolata dal prodotto, vincente. Determina una identit\u00e0 di appartenenza a un gruppo connotato da forti attributi positivi e di integrazione sociale;\n<\/li>\n<li>\nRassicurazione dell\u2019utente. In OS X si possono ritrovare le applicazioni che vengono utilizzate in Windows. E se non vi sono, ora diventa possibili tenere Windows su Mac, accanto a OS X, e utilizzare uno o l\u2019altro, forse il meglio di uno e dell\u2019altro.\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>La transizione, quindi, pu\u00f2 non solo completarsi, ma, aspetto pi\u00f9 interessante, pu\u00f2 iniziare.<\/p>\n<p>L\u2019utente \u00e8 blandito e rassicurato, viene traghettato in una immagine positiva e nel contempo non \u00e8 costretto ad abbandonare il mondo di riferimento, un po\u2019 come un bambino che muova i primi passi attaccato alla gonna della madre.<\/p>\n<p>Cosa ci guadagnerebbe Apple? Sicuramente inizierebbe a traghettare nel proprio mondo tutti quegli utenti curiosi, interessanti, ma poco disposti ad abbandonare un sistema operativo, o meglio una serie di applicazioni, utilizzate quotidianamente, a casa come in ufficio.<\/p>\n<p>Altrettanto sicuramente, porterebbe questi utenti a conoscere OS X, visto che Windows XP si installer\u00e0 solo come secondo sistema operativo, lasciando presente e attivo il sistema nativo Apple.<\/p>\n<p>Infine, porterebbe i clienti a scoprire la qualit\u00e0 dell\u2019hardware Apple, definito nelle parole di Philip Schiller, senior vice president del Worldwide Product Marketing di Apple \u201csuperior hardware\u201d, che quindi sar\u00e0 \u201cmore appealing to Windows users considering making the switch\u201d.<\/p>\n<p>Ma a discapito di chi andr\u00e0 questa transizione? Di Microsoft? Difficile a dirsi. Certo \u00e8 che se si vogliono cogliere segnali di nervosismo, questi andrebbero, per ironia, attribuiti a Dell, che ha appena acquisito Alienware, azienda specializzata nella produzione di computer che, non a caso, costituisce in parte un omologo di Apple nel mondo dei PC: crea hardware di qualit\u00e0 e computer dall\u2019aspetto molto curato.<\/p>\n<p>Microsoft, dal canto suo, pu\u00f2 tutto sommato rimanere a guardare: il proprio sistema operativo inizia un viaggio su piattaforme del tutto nuove, mentre proprio l\u00ec dove finora arrivava con difficolt\u00e0, nel mondo Apple, ora pu\u00f2 entrare a pieno titolo, con le proprie applicazioni in modalit\u00e0 nativa. Se, poi, dovesse perdersi il sistema operativo lato consumer, non \u00e8 su quello che si crea business, ma su Office, che gi\u00e0 ora sta guardando a nuovi orizzonti, lasciandosi dietro i vecchi PC \u201cdisconnessi\u201d.<\/p>\n<p>E cos\u00ec Apple arriverebbe a coronare un vecchio sogno, ovvero arrivare a controllare la catena di produzione del valore associata ai computer, strategia riuscita con iPod, assolutamente fallita con i Mac, non tanto per una questione di controllo, quanto per una resa produttiva inficiata dai numeri finora troppo bassi.<\/p>\n<p>Di sfuggita, potremmo accennare a un nuovo problema: con l\u2019avvicendamento di nuovo hardware pare ridursi la fetta di computer privi dei nuovi chip dedicati al Trusted Computing. DRM e TC, due facce della stessa medaglia, paiono essere i leitmotiv dell\u2019industria dei prossimi anni, impegnata a gestire, salvaguardare e ottimizzare la gestione dei contenuti sulle piattaforme end user, decidendo chi pu\u00f2 fare cosa, dove e quando.<\/p>\n<p>Cosa fare se il mercato pare imprimere una decisiva svolta in questa direzione? Ci ritroveremo, come per i monitor LCD, senza pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di scegliere computer non TC? Gi\u00e0, perch\u00e9 basta andare in un qualsiasi centro commerciale per accorgersi che \u00e8 il mercato dei computer a formare la domanda e non viceversa: provate a cercare un vecchio monitor a tubo catodico. Semplicemente, non se ne fanno pi\u00f9.<\/p>\n<p>E quando non si faranno pi\u00f9 computer privi di TC e DRM? Dovremo iniziare a pensare in termini di Hardware Libero? Difficile. Se nel mondo del software la creativit\u00e0 \u00e8 affiancata da un ridotto costo materiale, nella sfera dell\u2019hardware il discorso cambia radicalmente. Una scheda madre va ingegnerizzata, realizzata in prototipi, provata per poi essere messa in produzione su una linea di gestione appositamente attrezzata. E tutto questo richiede investimenti non comparabili con quelli richiesti per lo sviluppo di un progetto unicamente software.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi riduce la questione dei DRM a una semplice questione di <a href=\"http:\/\/www.gnuvox.info\/index.php\/2006\/04\/02\/zdnet_il_drm_e_un_cumulo_di_schifezze\" target=\"_blank\">interoperabilit\u00e0<\/a>, tesi interessante ma fuorviante, e chi tenta di far passare il Trusted Computing come strumento essenziale per combattere virus, troiani e malware in generale.<\/p>\n<p>Ma chi ha da guadagnarci in tutto questo?<\/p>\n<p>L\u2019utente, tutto sommato, ben poco. Su gnuvox trovate una serie di link utili a <a href=\"http:\/\/www.gnuvox.info\/index.php\/2006\/03\/16\/materiali_di_approfondimento_sui_drm\" target=\"_blank\">risorse per approfondire<\/a> i problemi legati ai DRM.<\/p>\n<p>Il mercato ha tutto da guadagnarci, rafforzando il controllo sui \u201ccontenuti\u201d, nuova parola d\u2019ordine per il futuro prossimo venturo.<\/p>\n<p>E quando non avremo pi\u00f9 scelta? Dove vorrete andare, domani?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver lasciato sbizzarrire gli hacker in complicate conversioni, per portare OS X su PC, Apple ha rilasciato ieri Bootcamp, un \u201cinvertitore di flusso\u201d per il mercato hardware, pi\u00f9 che software. Cosa significa \u201cinvertitore di flusso\u201d? Ci torneremo in seguito. 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