Top 100 of the Best (Useful) OpenSource Applications
Beh,
non servono commenti, basta seguire il link…scegliete quello che più vi aggrada, scaricate, provate, sentitevi liberi.
Beh,
non servono commenti, basta seguire il link…scegliete quello che più vi aggrada, scaricate, provate, sentitevi liberi.
2,94 dollari per azione, in contanti, all’incirca 153 milioni di dollari in tutto, questo quanto dovrebbe sborsare Nokia per:
…accellerare la strategia dei software inter piattaforma, per l’accesso mobile e le applicazioni desktop e per sviluppare il suo business sui servizi internet.
C’è anche una lettera aperta alla comunità Open Source. Non perdetevela.
[Via DeviceGuru]
Giornata interessante, Fullo e io entriamo soli nella sala dedicata all’accoglienza e, scambiati per tecnici di Google, quasi riusciamo ad arraffare
tshirt e camice bianco con tanto di logo Google Labs. Scoperti all’ultimo istante, quando già stavo ipotecando due dei camici per fine giornata. Decisamente non si può avere tutto nella vita.
Ovviamente, è piacevole reincontrare Gioxx, Fullo, Elena, Napolux e, mmm…sono senza caffé, inizio a non ricordare.
Tradizionale e un po’ impacciata la presentazione di Giorgia Longoni, marketing manager di Google Italia, un po’ autocelebrativa quella dedicata al ruolo di Google nell’Open Source, interessante il talk sul ruolo della tassonomia geografica per la catalogazione e identificazione contestuale della conoscenza.
L’ultima presentazione…mah…non saprei. La persona sul palco non ha salutato né si è presentato, ha sparato un pippone su oralità e scrittura, per poi discutere delle API messe a disposizione da Google, confondendo fin troppo spesso il concetto di API e quello di snippets, deducendo poi da questa confusione alcune conclusioni di per sé lecite, ma tratte da premesse non del tutto corrette.
Ressa al buffet freddo, fin troppo casino, poi Workshop su Maps e Mapplets. Avrei fatto meglio a seguire un seminario al posto del workshop: senza caffé non distinguo una istruzione di codice dall’altra.
Fra poco si inzia con un seminario su Google WebToolkit + GData.
P.S. Fino all’entrata nell’aula del workshop le prese di corrente sono state una risorsa introvabile. Una ora e mezza di presentazioni in un ambiente, seppur piacevole, privo di una qualsiasi presa, il che ha messo a dura prova la batteria dei portatili dei molti convenuti.
P.P.S. Per un’ora ho tentato di captare il segnale wifi. Niente né sotto Linux né sotto Vista. Ruoto da ore 3 a ore 12 e prendo il segnale….
Ops, dirottato al seminario su Google Earth/Sky e Sketchup. Decisamente meno noioso, grazie anche al globo rotante di Google Earth. Ne ho approfittato per dare un’occhiata a luoghi a me cari. Non c’è che dire, esperienza piacevole.
Mmmm….Sketchup sembra divertente, molto divertente e semplice da usare.
Casting delle ombre basato sulle ore del giorno e sul giorno solare. Posizionamento all’interno delle mappe di Google Earth, effetti a go go. Insomma, un giocattolo ricco di funzionalità.
Riporto un comunicato stampa:
L’Indice di Migrabilità analizza le configurazioni di Microsoft Office e individua le aree che richiedono un intervento per la migrazione di template e macro, e gli utenti che hanno bisogno di una formazione specifica che va oltre il corso di base sull’utilizzo di OpenOffice.org. Inoltre, permette di identificare con precisione gli utenti che devono continuare a utilizzare Microsoft Office, in quanto sfruttano le funzionalità più avanzate e quindi avrebbero delle difficoltà ad adattarsi alla suite open source in quanto le stesse funzionalità impongono una modifica radicale del modo di lavorare.
“Si tratta di uno strumento di analisi molto facile da implementare, che permette di avere - in anticipo sull’operazione - una visione chiara dei problemi e dei costi della migrazione, e quindi di ridurre l’impatto sull’organizzazione, che si traduce in una migliore e più rapida accettazione di OpenOffice.org”.
Oggi si può passare da Microsoft Office a OpenOffice.org conoscendo in anticipo l’impatto sulla struttura, i problemi e i costi dell’operazione.
Lo strumento è stato sviluppato da Yacme Srl un’azienda di consulenza e servizi di information technology.
Che dire? Sembrerebbe interessante.
July 24, 2007
Portland, Oregon USA
The all-new Linux Fund Visa Card launches today.
“It’s back, and better than ever” said David Mandel, Executive Director.
The Linux Fund began in 1999. Since then, the organization has handed out over one-half million dollars in grants to Free and Open Source Software (F/OSS) projects like Blender, FreeGeek and the WikiMedia Foundation.
“We don’t represent a wealthy patron or a long-dead industrialist,” says Mandel. “Our donations come from engineers, managers, and ordinary working geeks who use The Linux Fund Visa in the course of everyday living. The way it works is actually quite cool. Just by using The Linux Fund Visa card, ordinary geeks can participate in serious philanthropy, at no out-of-pocket cost to themselves.”
Each time a cardholder uses their card, a donation is made to The Linux Fund by the card issuer, U.S. Bank. These donations add up to tens of thousands of dollars per year which The Linux Fund then gives out in grants. The Linux Fund has donated to new ideas and teams who maintain things like Debian.
“The new card is a clear upgrade from the old card,” said Mandel. “There is a new program for College students and another program where the card holder and The Linux Fund share the rewards. Most cardholders will elect to give all of their rewards to charity, but some want to split it. That’s fine by us, we’re pleased to now offer both options.”
Beginning today, applications are being accepted online.
The Linux Fund will also be accepting applications in person at OSCON 2007 in Portland, Oregon on July 25-26, 2007.
For interviews and further information you are welcome to contact:
David Mandel
Executive Director
560 SE Alexander
Corvallis, Oregon 97333
(971) 223-5169 land
(541) 730-5285 cell
[Via TheLinuxFound.org]